Una camera venduta a 120 euro non porta necessariamente 120 euro nelle casse dell’hotel. Tra percentuale del portale, programmi di visibilità, costi di pagamento e cancellazioni, il margine reale può ridursi rapidamente. Qui analizzo le commissioni OTA, le percentuali più comuni, il metodo corretto per calcolarle e le strategie che aiutano a distribuire le prenotazioni senza dipendere completamente dai portali.
Il margine dell’hotel dipende dal costo reale di ogni canale
- 15-25% è un intervallo prudenziale spesso utilizzato per stimare il costo dei principali portali, ma la percentuale effettiva dipende dal contratto.
- Programmi come visibilità potenziata, offerte e partnership preferenziali possono aumentare il costo complessivo.
- La commissione va calcolata sulla base prevista dall’accordo, che può includere camere, colazione, supplementi o penali.
- La vendita diretta non è gratuita, ma il suo costo di distribuzione può essere molto più basso se sito, booking engine e marketing sono gestiti bene.
- Una prenotazione OTA è conveniente soprattutto quando porta domanda incrementale, riempiendo date che altrimenti resterebbero invendute.

Quanto incidono davvero le commissioni dei portali
Non esiste una percentuale unica valida per ogni struttura. Per una pianificazione realistica, considero generalmente un intervallo tra il 15% e il 25%, sapendo che il valore può cambiare in base a destinazione, categoria della struttura, volume di prenotazioni, modello di pagamento e servizi promozionali attivati.
Booking.com comunica la percentuale direttamente durante la fase di adesione e la indica nell’accordo del partner. Expedia Group, invece, specifica che la remunerazione varia in base al mercato e viene definita durante la contrattualizzazione. Per questo motivo, le tabelle trovate online sono utili solo come riferimento iniziale, non come sostituto del proprio contratto.
| Canale o programma | Stima utile per il budget | Cosa verificare |
|---|---|---|
| OTA con commissione standard | 15-20% | Base di calcolo, cancellazioni e pagamenti |
| OTA con maggiore visibilità | 20-25% o più | Maggiorazione contrattuale e durata dell’adesione |
| Promozioni finanziate dall’hotel | Commissione più sconto | Chi sostiene lo sconto e su quale tariffa |
| Vendita diretta | Circa 3-8% come ordine di grandezza | Booking engine, pagamenti, campagne e costi fissi |
Uno studio D-EDGE ripreso da Federturismo ha stimato un costo medio di distribuzione del 3,5% per la vendita diretta, contro un intervallo del 18-28% per le OTA. Il dato non va applicato automaticamente a ogni hotel, ma chiarisce la differenza tra il costo della piattaforma e quello di un canale proprietario ben organizzato.
Come si calcola la commissione su una prenotazione
Il calcolo più semplice è questo: importo commissionabile × percentuale contrattuale. La difficoltà sta nel capire quale sia davvero l’importo commissionabile, perché alcuni accordi includono supplementi, colazione, pasti, letto aggiuntivo o penali di cancellazione.
Immaginiamo una prenotazione di tre notti in una camera da 140 euro. Il valore della camera è 420 euro. Con una commissione del 18%, il costo del portale è 75,60 euro e il ricavo prima degli altri costi scende a 344,40 euro.
- Valore camera: 420 euro
- Commissione del 18%: 75,60 euro
- Ricavo dopo la commissione: 344,40 euro
Se la colazione da 15 euro per notte rientra nella base commissionabile, il valore sale a 465 euro e la commissione diventa 83,70 euro. La differenza sembra limitata su una singola prenotazione, ma su 200 soggiorni produce un impatto significativo sul margine.
Cancellazioni e mancati arrivi
Non tutte le prenotazioni cancellate generano lo stesso costo. In molti contratti, una cancellazione gratuita non produce commissione, mentre una penale effettivamente incassata può essere commissionabile. Anche il no-show può seguire regole diverse in base alla penale applicata.
Il mio consiglio è separare sempre nel report tre situazioni: soggiorni completati, cancellazioni con penale e no-show. Sommare tutto sotto la voce “prenotazioni OTA” nasconde facilmente errori e rende difficile capire quale canale sia davvero redditizio.
Il modello di pagamento cambia la lettura dei costi
Con il modello agency il cliente paga spesso la struttura e il portale fattura la commissione. Con il modello merchant, invece, la piattaforma può incassare dal cliente e trasferire all’hotel un importo netto. In quest’ultimo caso bisogna controllare con attenzione commissioni, costi di pagamento, tempi di accredito e rendicontazione.
Qual è la differenza tra OTA, sito ufficiale e altri intermediari
Il confronto corretto non è tra una commissione del 18% e un sito diretto apparentemente gratuito. Anche il canale proprietario ha costi, tra software, gestione delle campagne, commissioni sulle carte e assistenza. La differenza è che questi costi possono essere più controllabili e, con un buon volume, incidere meno su ogni prenotazione.
| Canale | Vantaggio principale | Limite principale |
|---|---|---|
| OTA generalista | Grande visibilità e domanda internazionale | Commissione e dipendenza dal portale |
| Sito ufficiale | Margine più alto e accesso ai dati del cliente | Richiede traffico, fiducia e conversione |
| Metasearch | Intercetta utenti già interessati alla struttura | Costo per clic o per conversione e gestione tecnica |
| Grossista o tour operator | Accesso a mercati e volumi specifici | Margini ridotti e minore controllo sulla tariffa finale |
La vendita diretta conviene soprattutto quando l’hotel ha un marchio riconoscibile, recensioni solide e un sito che converte. Senza traffico qualificato, eliminare le OTA non riduce i costi: può semplicemente ridurre le prenotazioni.
Per questo preferisco ragionare sul costo di acquisizione per prenotazione. Se una campagna pubblicitaria costa 12 euro per ottenere una prenotazione diretta e il portale trattiene 36 euro sulla stessa camera, il canale diretto è più efficiente. Se invece il sito costa 12 euro ma non genera prenotazioni, il confronto teorico perde significato.
Quando pagare una commissione più alta può avere senso
Una percentuale superiore non è automaticamente uno spreco. Può essere ragionevole pagare di più quando il programma porta clienti aggiuntivi, aumenta l’occupazione nei periodi deboli o apre mercati che la struttura non riuscirebbe a raggiungere da sola.
Il problema nasce quando l’hotel applica una maggiorazione a tutte le date senza misurare il risultato. Una camera venduta con il 25% di costo in alta stagione, quando la struttura sarebbe comunque piena, ha un valore diverso dalla stessa camera venduta in un martedì di novembre altrimenti invenduto.
Il calcolo per periodo è più utile della media annuale
Dividerei almeno l’analisi in alta stagione, media stagione e bassa stagione. In alta stagione guardo soprattutto il margine e la possibilità di spostare la domanda sul sito ufficiale; nei periodi deboli accetto anche un costo maggiore se contribuisce a riempire camere e a generare servizi accessori.
- Alta domanda: ridurre sconti e programmi a pagamento quando l’occupazione è già elevata.
- Domanda intermedia: usare promozioni mirate su date e segmenti precisi.
- Bassa domanda: valutare la commissione in rapporto al ricavo incrementale prodotto.
Un indicatore semplice è il net ADR, cioè il prezzo medio giornaliero al netto di commissioni, sconti e costi variabili. È più utile del prezzo pubblicato perché mostra quanto resta davvero alla struttura.
Come ridurre il peso delle commissioni senza perdere domanda
La riduzione non passa quasi mai da una sola azione. Funziona meglio un sistema in cui le OTA generano scoperta e il canale diretto costruisce relazione, riacquisto e maggiore redditività.
Costruire un mix di distribuzione equilibrato
Per una struttura indipendente, una dipendenza superiore al 60-70% dalle OTA merita un’analisi immediata. Non è una soglia universale, ma indica che un cambiamento nelle commissioni, nell’algoritmo o nelle condizioni contrattuali potrebbe avere un impatto eccessivo sul fatturato.
Il mix va osservato per ricavi netti, non solo per numero di prenotazioni. Un canale che porta molte prenotazioni brevi ma costose da gestire può essere meno interessante di uno che genera meno soggiorni, ma con maggiore durata e minori cancellazioni.
Usare bene PMS e channel manager
Il channel manager sincronizza disponibilità, prezzi e restrizioni sui diversi canali. Non riduce direttamente la percentuale trattenuta dal portale, ma evita errori di inventario, overbooking e aggiornamenti manuali che possono costare molto più di un abbonamento mensile.
Per una piccola struttura il costo può partire da alcune decine di euro al mese e aumentare in base a camere, integrazioni e assistenza. Prima di scegliere, controllo sempre costo fisso, eventuale costo per prenotazione, qualità del collegamento al PMS e facilità di esportazione dei dati.
Leggi anche: Newsletter Hotel - Esempi che Fanno Vendere Subito
Portare più traffico sul sito ufficiale
Un sito diretto efficace deve rendere immediata la prenotazione, mostrare condizioni chiare e offrire un motivo concreto per prenotare senza intermediario. Non serve necessariamente uno sconto aggressivo: possono funzionare meglio flessibilità, vantaggi inclusi, upgrade o condizioni di cancellazione più favorevoli.
La parità tariffaria, le regole sui prezzi e l’uso dei dati del cliente vanno comunque verificati nel contratto con ogni piattaforma. Eviterei decisioni basate su supposizioni, soprattutto quando sono coinvolti programmi di fedeltà, campagne sponsorizzate o tariffe riservate.
Quali numeri controllare ogni mese
La fattura dell’OTA dice quanto è stato pagato, ma non sempre spiega se il canale ha creato valore. Per una lettura utile, incrocerei i dati della piattaforma con PMS, gestionale e contabilità.
| Indicatore | Perché conta |
|---|---|
| Commissione effettiva | Mostra la percentuale realmente pagata, inclusi programmi e supplementi |
| Ricavo netto per camera | Misura quanto resta dopo costi e sconti |
| Cancellation rate | Indica quanta domanda apparente non diventa soggiorno |
| Durata media del soggiorno | Aiuta a valutare il costo operativo di ogni prenotazione |
| Quota di clienti ripetuti | Segnala se il canale contribuisce alla fidelizzazione o solo all’intermediazione |
Controllerei anche l’effetto delle promozioni sulla tariffa media. Una prenotazione con commissione del 18% e sconto del 10% non costa semplicemente il 18%: se lo sconto è finanziato dalla struttura, il ricavo netto viene eroso da entrambi i fattori.
La formula pratica che uso è questa: ricavo netto = prezzo imponibile - commissione - sconti a carico dell’hotel - costi di pagamento - costi variabili della prenotazione. Solo dopo questo calcolo ha senso confrontare OTA e vendita diretta.
La percentuale giusta è quella sostenibile dal margine
Le commissioni dei portali sono il prezzo per accedere a visibilità, tecnologia e domanda già aggregata. Diventano un problema quando vengono trattate come un costo inevitabile e identico per ogni data, mercato e tipo di cliente.
La gestione più solida combina canali diversi, misura il ricavo netto e aumenta gradualmente la vendita diretta. Io partirei da un controllo mensile delle prenotazioni, dalla revisione dei programmi più costosi e da un obiettivo concreto di riduzione della dipendenza, non dall’eliminazione totale delle OTA.
In pratica, il portale migliore non è quello con la percentuale più bassa, ma quello che produce il margine più alto rispetto alla domanda che l’hotel avrebbe potuto ottenere da solo. È questa la prospettiva che trasforma la commissione da una semplice spesa contabile in una vera decisione di marketing e distribuzione.
